domenica 28 agosto 2011

Schumacher festeggia a Spa 20 anni di carriera


Quante gliene abbiamo dette a zio Schumy in questi ultimi due anni? Tra i tifosi, c’è chi lo ha definito un traditore, chi lo ha dato per bollito, altri invece che lo supporteranno fino alla fine. Spesso anche noi lo abbiamo criticato, ma solo perché non nascondiamo che vedere una leggenda come lui arrancare per le posizioni di centro gruppo, fa un po’ male.

Ecco, se dovessimo descrivere Michael Schumacher con una parola, “Leggenda” sarebbe quella adatta. La sua stella è nata esattamente venti anni fa, sul circuito di Spa Francorchamps. Era il 1991, quando Bertrand Gachot fu arrestato dopo una mezza rissa con un taxista a Londra. Si aprirono così le porte per il giovane Schumacher.

La cosa interessante è che la grande maggioranza degli addetti ai lavori, all’epoca lo considerava solamente un raccomandato dalla Mercedes che stava sfruttando un colpo di fortuna per entrare in Formula 1. I più maligni, raccontano che neanche Eddie Jordan credeva in lui, ma per una serie di coincidenze, era l’unico pilota disponibile. Jordan incassò 150 mila dollari dalla Mercedes per far correre Schumacher, ma fin da subito quel giovane raccomandato mise a tacere tutti: settimo posto in qualifica, nonostante un distacco di tre secondi e mezzo dal poleman Senna. Lo stesso De Cesaris, suo team mate all’epoca, aveva dovuto ammettere che in squadra era arrivato un fenomeno.

Avremmo voluto vedere le facce dei detrattori di Schumacher quando, esattamente un anno dopo, sullo stesso circuito di Spa e con una Benetton che non era certo un missile, Michael conquistava la sua prima vittoria in carriera. Da lì in avanti è stato un crescendo: Tom Walkinshaw lo portò con sé in Benetton, insieme a Briatore, dove Schumacher vinse i due titoli mondiali del ’94 e del ’95. Poi l’era Ferrari, con grandi vittorie e cocenti sconfitte, fino agli anni magici che lo hanno portato a vincere cinque titoli iridati consecutivamente. L’ottavo titolo perso nel 2006 nei confronti di Alonso, poi il ritiro dalle corse.

Sembrava finita un’epoca, fino al giorno dell’annuncio del ritorno in F1 con la Mercedes. “I tempi sono cambiati – ammette Schumacher – ma voglio festeggiare questo ventesimo anniversario con una bella corsa. La nostra squadra ha lavorato molto. Per me è dura pensare che è passato tanto tempo. Questo è un circuito che per me significa tanto, non vorrei che fossero soltanto ricordi del passato. Vorremmo concludere la corsa, questa domenica, con un punto esclamativo, sorprendere tutti. Ci proveremo”.

La Mercedes sa di avere un talento in casa e si danna per non poterlo sfruttare al massimo, dato che la monoposto di quest’anno non si discosta molto dalle prestazioni di quella del 2010. “Ci serve tempo”, aveva dichiarato qualche giorno fa Norbert Haug. Ma il tempo è tiranno e potrebbe non essere abbastanza per far tornare Schumacher sul gradino più alto del podio.


Scritto da Davide Reinato il 23 agosto 2011 http://www.blogf1.it

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